Antioco III, Re di Siria

Re AntiocoL’appellativo di “grande”, Antioco se lo attribuì da sé, adottando il titolo persiano di Gran Re (Μεγας Βασιλευς in Greco).

Nato nel 242, figlio minore di Seleuco II Callinico, succedette al fratello maggiore, un altro Seleuco, quando aveva soltanto diciotto anni.

Giovane e inesperto, Antioco ereditò un regno enorme, ma lacerato da ribellioni e rivalità. Per tre anni, sotto la guida di Hermias, il potente ministro persiano ereditato da suo padre, Antioco lottò per il controllo del suo regno, affrontò ribellioni e tradimenti, riportò vittorie e sconfitte.

Nel 220, considerando concluso il suo apprendistato, Antioco si liberò di Hermias facendolo assassinare, e prese in mano le redini del proprio regno.

Tra il 218 e il 204, mentre Annibale combatteva la sua guerra da Sagunto a Zama, Antioco lottò contro gli altri Diadochi, i discendenti dei luogotenenti tra i quali Alessandro il Grande aveva suddiviso i suoi possedimenti, e tra battaglie, diplomazia, matrimoni e compromessi, ricostruì un Impero Seleucide.

Quando, nel 195, accoglie ad Efeso Annibale chiamandolo “il più grande tra gli uomini”, Antioco siede sul trono di un regno incontrollabilmente irrequieto ed eterogeneo, ma tanto vasto da fare di lui uno degli uomini più potenti dell’Ecumene. Uno tra i pochi sovrani in grado di affrontare la sempre crescente potenza di Roma.

All’inizio del II Secolo a.C., quello tra la Siria e Roma è un equilibrio instabile, che ha il suo punto di rottura in Grecia. Nel 192 Antioco entra in Grecia con 10000 uomini. E’ una campagna mal congegnata e condotta peggio: il Re non ha saputo risolversi ad affidarne il comando ad Annibale, e nel 191 le sue forze e quelle dei suoi alleati riuniti nella Lega Etolica sono sconfitte dalle legioni romane presso le Termopili.

ApameaE’ in seguito a questa sconfitta che, all’inizio del romanzo, Re Antioco si reca da Annibale ad Apamea…

Annunci

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: